Logo Risk-Gest Risk-Gest

La forza della gestione

Il progetto RISK-GEST intende affrontare le sfide prioritarie della salvaguardia delle popolazioni del territorio ALCOTRA esposte ai rischi naturali (in particolare da inondazioni, frane, valanghe), sviluppando la filiera di prevenzione, protezione e preparazione per la gestione del rischio.

Leggi di più
Gruppo di lavoro progetto Risk-Gest

Far interloquire e coordinare i differenti attori del ciclo della gestione del rischio

Il progetto presenta un forte carattere innovativo perché si pone l’ambizioso obiettivo di far interloquire e coordinare i differenti attori del ciclo della gestione del rischio: chi pianifica e allerta-regioni/dipartimenti, chi gestisce –città metropolitane/comuni, chi interviene- vigili del fuoco- e i cittadini che, attraverso la sperimentazione della pianificazione partecipata, diventeranno attori attivi del sistema di gestione del rischio.

Ampia manovra per testare nuovi mezzi di comunicazione

Integrazione della Savoia nel progetto europeo RiskGest (progetto europeo parzialmente finanziato dal programma ALCOTRA che promuove i mezzi di comunicazione e informazione per facilitare la gestione transalpina delle crisi), SDIS 73, e in particolare il gruppo SIC, una fase di approvvigionamento per soddisfare le esigenze.

Al fine di tenere conto delle esigenze specifiche dei partecipanti, vengono organizzati diversi esperimenti su diversi punti del territorio. A gennaio, a Montagnole, sono stati contattati i team SD.

Il 16 e 17 giugno 2020, lo SDIS73 ha organizzato prove in aree montane non coperte dagli operatori. La scelta è caduta sulla valle dell'Avérole (tra Bessans e Bonneval sur Arc). Le apparecchiature utilizzate sono quelle attualmente in servizio presso il RAID, il BRI e il GIGN, che dispongono già di un sistema chiamato PCSTORM, che serve come base di riflessione per l'RRF.

Il programma, un progetto chiave per la sicurezza interna, è stato presentato da due alti funzionari, rappresentanti della Direzione del Programma Reti Radio Future del Ministero dell'Interno.

Dopo la presentazione delle apparecchiature, diverse sequenze di implementazione hanno permesso, da un lato, di confrontare le funzionalità dell'RRF con quelle offerte da ANTARES e, dall'altro, di avere una panoramica delle nuove funzionalità: la trasmissione di flussi video (immagini da droni, per esempio) e la trasmissione di dati SINUS.

Oltre a una forte rappresentanza di vigili del fuoco dello SDIS73 e principalmente del BO de Maurienne, abbiamo condiviso con una trentina di colleghi esterni al dipartimento: rappresentanti italiani dei vigili del fuoco della provincia di Torino, responsabili dei servizi radio degli SDIS della zona sud-est e degli SDIS delle regioni 06, 13 e 84 e della Fédération Nationale des Sapeurs-Pompiers de France. Erano presenti anche rappresentanti di alcune industrie per comprendere meglio le esigenze dei soccorritori.

In questo contesto, il controllore generale Clavaud, DDSIS73, ha accolto il prefetto della Savoia, il capo del gruppo della Gendarmeria e i responsabili di ciascuno dei tre enti di soccorso alpino (GMSP, CRS e PGHM).

È stato quindi in un contesto come quello che l'Alta Maurienne sa offrire che alcuni hanno scoperto l'RRF, sia dal punto di vista delle problematiche in gioco che del progresso tecnologico di cui dovrebbero beneficiare tutti i soccorritori, indipendentemente dal servizio pubblico a cui sono legati. Questo momento di scambio e sperimentazione ha permesso anche ai rappresentanti del DPRFF di scoprire le particolarità della gestione degli interventi in un territorio magnifico ma con molti vincoli.

Vedi tutte le notizie